La manifestazione studentesca del 29 gennaio a Pinerolo è un segnale importante per la nostra comunità. Finalmente qualcosa si muove. 
Rosso Pinerolese e i lavoratori e le lavoratrici che ne fanno parte, appoggiano l’iniziativa degli studenti e  delle studentesse che protestano contro il fallimento della didattica a distanza, per una scuola aperta ma in sicurezza, per un piano trasporti davvero efficace, visto che l’inerzia del governo e della regione su questo punto ha fatto naufragare il tentativo precedente di aprire le scuole superiori. 


Crollata malamente l’illusione tecnologica con il fallimento della DAD, occorre richiedere più investimenti  per la scuola, la rimessa in discussione dei modelli di insegnamento, la fine della burocratizzazione dell’insegnamento. 
La DAD inoltre ha evidenziato e approfondito ulteriormente le diseguaglianze sociali che negli ultimi trent’anni erano già enormi. Il tracollo della scuola di questi mesi è il frutto m della devastazione della scuola pubblica messa in atto da controriforme come quelle di destra della Moratti e della Gelmini, o di centrosinistra come quella di Renzi. Questo impoverimento della scuola è stato voluto e perseguito coscientemente. Di questo, come delle difficoltà del sistema sanitario e dei trasporti, deve rispondere chi in questi anni ha messo in atto politiche neoliberiste e privatizzazioni per garantire profitti a pochi sui bisogni di molti.


Fare scuola in queste condizioni è difficile ed è assurdo costringere i docenti a valutare e fare scrutini come se nulla fosse. Questa non è una scuola normale e la preoccupazione della scuola non può certo essere come valutare e che voti dare, ma la tenuta sociale della comunità scolastica, il benessere degli studenti e delle studentesse e dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola! 
Se la situazione proseguirà con altre chiusure, i docenti devono finalmente porre all’ordine del giorno anche questo punto, che è essenziale per non creare un inutile conflitto tra insegnanti e studenti, che invece devono essere uniti a difendere la scuola pubblica ed il suo essere un bene comune. 


Il 29 gennaio è anche la giornata dello sciopero generale da parte dei settori più combattivi dei lavoratori. In questi mesi di pandemia milioni di lavoratori hanno visto ridotti i loro redditi, sono in cassa integrazione o hanno già perso il lavoro in molti settori (dalla ristorazione al turismo). Appena il governo toglierà il blocco dei licenziamenti, centinaia di migliaia di lavoratori saranno licenziati. 
In questi mesi si sono intensificate le lotte nel settore della logistica, i cui lavoratori sono tra quelli che  hanno tenuti in piedi il paese durante la pandemia, e che lottano contro uno sfruttamento selvaggio e indecente. 
Tutti uniti, studenti e lavoratori perché vogliamo investimenti per una scuola pubblica di qualità, per trasporti decenti, per la sanità pubblica, vaccini e cure per tutti e tutte senza profitti da parte delle multinazionali, vogliamo diritti contro lo sfruttamento e salari decenti per tutti i lavoratori e le lavoratrici! 
Difendiamo il nostro futuro!

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