L’ordinanza di Cirio, presidente della giunta di destra che guida la Regione Piemonte, emessa nella serata di mercoledì 9 settembre che prevedere l’obbligo di misurare la temperatura degli allievi nelle scuole piemontesi in assenza di autocertificazione dei genitori, è la classica goccia che fa traboccare un vaso.

A una manciata di ore dall’apertura delle scuole, prevista per lunedì 14, il lavoro di organizzazione fatto in queste settimane dagli insegnanti, dai dirigenti, dagli organi collegiali, è stato demolito.

Mentre si trasmette un nuovo messaggio di paura tra le famiglie, si tratta in tre giorni di riprogrammare ingressi e scaglionamenti, prevedendo tempi più lunghi tra un ingresso di uno scaglione e l’altro di allievi, si carica la scuola di un ulteriore fardello, e questo mentre si aspettano ancora le assegnazioni degli insegnanti precari per colmare gli enormi buchi nel personale e non si sono visti i bidelli in più per coprire le nuove esigenze di vigilanza che il distanziamento esige e il moltiplicarsi degli ingressi nelle scuole.

Altro che “nulla sarà come prima”, se possibile, è peggio. Al di là delle promesse e delle parole.

Inoltre, come i sindacati avevano facilmente previsto, il concorso per la stabilizzazione dei precari è ancora in alto mare, e l’arroganza della ministra Azzolina (che per non farsi mancare niente, dopo essere stata commissariata dal Presidente del Consiglio Conte, ha attaccato assurdamente a testa bassa i sindacati accusandoli di boicottare la riapertura della scuola) non ha risolto nessun problema.

Rosso Pinerolese esprime la propria solidarietà agli insegnanti, al personale e a molti dirigenti di tutte le scuole che si stanno prodigando per riaprire l’attività didattica in presenza in una situazione difficilissima, anche al fine di non approfondire ulteriormente le diseguaglianze sociali delle fasce più fragili dei loro allievi, alle famiglie, condannate all’incertezza e alla preoccupazione, e agli studenti che vivono in prima persona una situazione così complessa.

Usiamo il 26 settembre prossimo, giornata di lotta indetta dal movimento “Priorità alla scuola” e dai sindacati, come passaggio importante per rivendicare una scuola pubblica di qualità e fermare la distruzione della scuola italiana.

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