Domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 si voterà il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Il referendum costituzionale chiederà di “tagliare” la rappresentanza portandola dagli attuali 945 (630 deputati e 315 senatori) a soli 600 (400 deputati e 200 senatori).

Ecco quali sono i motivi per VOTARE NO

  1. La riforma riduce la rappresentatività del Parlamento. Se vincono i sì l’Italia scivolerebbe all’ultimo posto tra i paesi UE nel rapporto tra eletti ed elettori.
  2. La riforma taglia in modo sproporzionato la rappresentanza dei territori. L’Abruzzo, con un milione e trecentomila abitanti, avrebbe diritto a quattro senatori, mentre il Trentino-Alto Adige, con le sue due province autonome e con una popolazione complessiva di un milione di abitanti, avrebbe in tutto sei senatori.
  3. La riduzione di spesa sarebbe del tutto irrisoria, pari allo 0,007% della spesa pubblica. La riduzione dei costi può essere ottenuta attraverso la modifica della legge ordinaria (n° 1261 del 1965) che stabilisce l’indennità dei parlamentari.
  4. Il Referendum non intacca il bicameralismo perfetto in base al quale le due Camere svolgono le medesime funzioni.
  5. La riforma non investe il problema della qualità dei rappresentanti poiché è evidente che non esiste alcun rapporto tra il numero dei parlamentari e le loro capacità.
  6. La riduzione dei parlamentari determina un peggioramento del processo legislativo e non una sua maggior efficienza. Questa dipende dalle regole e dalle procedure adottate. Il lavoro delle Commissioni, finirebbe per essere più macchinoso.
  7. La riduzione dei parlamentari determina un ulteriore depotenziamento del Parlamento, già esautorato dall’abuso dell’attività legislativa da parte dell’Esecutivo
  8. Il referendum lascia immodificata una pessima legge elettorale e non favorisce il processo di revisione verso il proporzionale, l’unico sistema che garantisce democraticità e rappresentatività.
  9. Il riferimento ad altri Stati, spesso avanzato dai sostenitori del sì, dovrebbe riguardare solo il numero dei deputati. Il taglio previsto dal referendum porterebbe l’Italia, tra i paesi dell’Ue, ad avere il minor numero di deputati in rapporto alla popolazione.

Indicare la riduzione dei parlamentari, della cosiddetta “casta”, come soluzione dei problemi sociali (disoccupazione, precarizzazione, aumento delle diseguaglianze, riduzione della sfera dei diritti, diffusione di disagio sociale) è un modo per nascondere i veri problemi di questo paese dietro la narrazione falsa e illusoria dell’antipolitica. Avere meno rappresentanti NON ci consentirà di far sentire la nostra voce quando chiederemo giustizia sociale, distribuzione equa delle risorse, un lavoro e una vita decente per tutti.

Il referendum costituzionale non ha quorum. Vince chi ottiene più voti. Ogni voto può fare la differenza. Per queste ragioni il 20 settembre votate “NO”!

Il “Comitato per il no” organizza un’assemblea pubblica venerdì 11 settembre alle ore 21 presso il Salone dei Cavalieri, viale Giolitti 7, Pinerolo. Interverrà Valentina Pazé, docente di filosofia politica a Torino, autrice per “Volere la luna”, studiosa e attivista presso la Scuola per la buona politica di Torino. Coordina Franco Milanesi. L’ingresso avverrà nel rispetto delle misure anticovid, con conseguente riduzione della capienza della sala.

Rosso pinerolese; ANPI; ARCI Valle Susa e Pinerolo; Partito della Rifondazione comunista; Sinistra anticapitalista; Sinistra italiana; Gruppo consiliare “Pinerolo in comune”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...