Anche la Corte costituzionale oggi dice che avevamo ragione nel dicembre 2018 a dire che era una assurdità vietare l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo come deciso dai Decreti Salvini, allora Ministro dell’Interno. Avevamo ragione a dire che era un odioso tentativo di rendere impossibile la vita agli immigrati. La Corte suprema oggi dice che quella norma era intrinsecamente irrazionale perché non agevolava il perseguimento delle finalità di controllo del territorio, ed era irragionevole perché istituiva una disparità di trattamento tra cittadini, rendendo ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso a servizi garantiti anche a loro, cioè avere una carta di identità.

 

Per noi quella norma non era solo irragionevole e irrazionale, era semplicemente una forma di razzismo di stato, creata per discriminare gli immigrati, alimentando la guerra tra poveri come il sovranismo di Salvini ha sempre fatto. Per questo il 22 dicembre 2018 abbiamo sfilato in corteo fino al Comune di Pinerolo, e per questo il 2 febbraio 2019 con Italia che resiste abbiamo circondato con una catena umana il Comune chiedendo al Sindaco di continuare a garantire l’accesso agli immigrati all’anagrafe; per questo abbiamo condotto una iniziativa a Torre Pellice, anche grazie alla quale alla fine degli immigrati hanno ottenuto il documento di identità. Per questo abbiamo chiesto alle amministrazioni comunali del nostro territorio di disobbedire a una legge palesemente ingiusta!

 

Oggi, finalmente, possiamo dire che avevamo pienamente ragione a condurre quella battaglia! Ma sappiamo che il nuovo governo non ha ancora avuto il coraggio di rigettare i decreti Salvini su ordine pubblico e immigrazione, che continuano quindi a fare danni. L’ampia mobilitazione antirazzista contro l’assassinio di George Floyd in America che ha scosso anche l’opinione pubblica italiana, e che ha visto una importante mobilitazione a Torino e anche a Pinerolo, ha oggi l’occasione di riprendere la lotta contro le leggi ingiuste volute dalla destra sovranista, per costringere il governo ad un atto di coraggio e quindi ad abrogarle.

Sulla Risoluzione del Parlamento Europeo che equipara Nazismo e Comunismo_page-0001

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