Da diversi giorni Luca, in quanto detenuto in semilibertà, viene sottoposto a controllo medico al momento del suo quotidiano ingresso serale in carcere. Ai semiliberi come lui viene ventilata la minaccia di non poter più uscire, per evitare che si trasformino in veicoli di importazione del virus. Nella sua lettera aperta Luca denuncia la condizione di sovraffollamento (60.000 detenuti in Italia per una capienza di 47.000) e chiede che l’attuale situazione venga risolta liberando chi già gode di benefici, chi è sopra una soglia di età definita “a rischio”, chi ha un residuo di pena sotto i due anni.

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Citiamo da questa lettera:

Un provvedimento urgente, e di assoluto buon senso, sarebbe quello di liberare chi già gode di benefici, chi è sopra una soglia di età definita “a rischio”, chi ha un residuo di pena sotto i due anni. Non sta a me proporre quali misure alternative si potrebbero applicare (tipo obblighi di firma, rientri domiciliari ecc…) e nemmeno la forma legislativa adeguata (amnistia, indulto, decreto legge).

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