Publicchiamo un contributo del nostro Manfredo Pavoni, attualmente in Brasile.

 

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Salvador 26 agosto 2019

A Salvador de Bahia cosi come in altre centinaia di città del mondo migliaia di persone si sono ritrovate al Farrol da Barra, davanti all’oceano atlantico, un luogo caro e simbolico alla sinistra,ai sindacati, ai sem terra, agli indios di Bahia, per ricordare e protestare contro i 500 giorni di   detenzione illegale di Ignacio Luis Da Silva. O Lula come viene chiamato qui e anche altrove.La manifestazione organizzata dal Comitato Lula Livre, dal Frente Brasil Popular e dai sindacati di sinistra, ha visto la partecipazione di famosi cantanti brasiliani tra cui Chico Cesare Caetano Veloso, che hanno cantato gratuitamente per la liberazione di Lula incarcerato senza alcuna prova il 23 aprile del 2018 nella stazione derlla Polizia Federal di Curitiba.

Dopo le intercettazioni emerse dal sito The Intercept Brasil che dimostrano lo scambio di messaggi in cui il procuratore federale il giudice Sergio Moro scrive ad altri giudici della corte che hanno giudicato Lula, dicendo che si devono cercare prove ad ogni costo, è evidente che l’impeachment alla presidente Dilma che non è mai stata sfiorata da una accusa ne da processi e l’icarceramento di Lula fanno parte di una trama sostenuta dagli Stati Uniti e dell’elite conservatrice e truculenta che volevano riprendere il potere sulle risorse economiche del Brasile e strappare quella manciata di diritti che il governi del Pt erano riusciti a concedere alle popolazioni indigene afrodiscendenti e ai contadini.La manifestazione ha rappresnetato un occasione per protestare contro Bolsonaro e le sue politiche contro la popolazione afrodiscendente, indigena, contro la preservazione della Amazzonia ma anche della Mata Atlantica e della agricutura familiare,perseguita con tagli draconiani all’istituto ambientale (Ibama), all’educazione, all’universita e con le sue leggi omofobe e sciovoniste contro quei pochi diritti conquistati con fatica dal movimento LBGQT e dalle donne di questo Paese.

In questo scenario, nessuno ha dimenticato l’omicidio della compagna Marielle Franco deputata di Rio De janeiro, uccisa da milizie legate alla polizia militare, di cui non si conoscono i mandanti anche se si sopsettano convivenze tra le milizie e la famiglia Bolsonaro molto attiva a difendere le milizie proprio a Rio de Janeiro, fino all’omicidio di Marielle.

I risultati delle politiche di Bolsonaro sono oramai visibili anche in Europa e alla stampa occidentale che in verità non  ha mai preso posizione contro il golpe a Dilma Roussef e in parte ha creduto alla rete globo e alle bugie montate per raccontare la narrativa di Lula e del Pt al governo del Paese, come fosse una storia di corruzzione e di arricchimento personale. Il governo Bolsonaro in questi mesi ha proposto all’ex presidente Lula di riconoscere resposanbilità e poter accedere agli arresti domiciliari ma Lula ha piu volte dichiarato che non uscira di prigione se non dopo la sua totale assoluzione e una revisione dei processi.

Per sostenere la libertà di Lula un gruppo di giuristio imnternazionali hanno lanciato un appello firmato da personalità di tutto il mondo, tra cui Noam Chomsky, Vandana Shiva, Pepe Mujica, Yanis Varoufakis, Alexis Tsipras.

La segretaria afrodiscendente del Pcb (Partito comunista brasileiro) Alice Portugal ha concluso la manifestazione chiamando tutto il popolo brasiliano e i popoli del mondo a continuare le mobilitazione per la liberta di Lula  “detenuto ingiustamente ha detto, perchè e parte del popolo brasiliano, perche ha difeso i diritti dei piu deboli, degli indigeni, dei quilombo, della foresta amazzonica che Lula ha cercato di proteggere finanziando programmi di tutela  dei suoi abitanti millenari e non si faceva chiamare come Bolsnoaro “presidente motoserra” per fare felici i fazenderos e l’agrobuisinnes.Lula è in prigine per tutto quello che ha fatto con il popolo e per il popolo, la sua prigione è la priogione di tutti noi per questo per liberarci dobbiamo liberarlo.”

Immagine https://www.causaoperaria.org.br

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