Grazie al nostro Alberto Piergiovanni che ne faceva parte, abbiamo seguito fin dall’inizio le vicende delle Olimpiadi quando ancora la candidatura di Torino era molto concreta.

Abbiamo appoggiato le istanze e le azioni concrete del Comitato No Olimpiadi, il CONO. Sappiamo tutti come sono andate le cose e, proprio per commentare l’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi Invernali del 2026, nei giorni in cui il neopresidente regionale Cirio tenta di rientrare in partita, pubblichiamo questo contributo di Alberto.

Lunedì 24 giugno a Losanna il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha scelto l’Italia (Milano/ Cortina) contro la Svezia (Stoccolma/Are) per l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali del 2026. A questa finale si è arrivati dopo che numerose città in tutto il mondo avevano rinunciato (alcune tramite consultazione popolare) alla propria iniziale candidatura. Situazione che ormai si ripete anche per le olimpiadi estive. E infatti nel 2017 il CIO si è “premunito” con la doppia assegnazione (per la prima volta) delle Olimpiadi Estive del 2024 e 2028 rispettivamente a Parigi e Los Angeles. Questo perché sono sempre meno le città disponibili a vivere questo “sogno”. A definirlo tale è la macchina propagandistica che, partendo dall’esaltazione dei valori sportivi e di “fratellanza” tra i popoli, confeziona un pacco regalo di cui se ne conosce (e se ne subisce il fascino) l’involucro luccicante ma se ne ignora il contenuto.

Qui potete scaricare il contributo intero – Olimpiadi: sogno o incubo?

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