ai Sindaci
ai Consigli Comunali di Pinerolo e del Pinerolese

Abbiamo più volte denunciato il carattere razzista del decreto legge Salvini (ora diventato legge) su immigrazione e sicurezza. In tutti i suoi punti il testo di legge comporta un arretramento normativo rispetto al diritto di donne e uomini di ricevere protezione e una profonda modificazione in senso peggiorativo dell’intero sistema di accoglienza.

Il contenuto eticamente aberrante del decreto Salvini accentua le lacerazioni di un tessuto sociale già indebolito dalla crisi e contribuisce alla diffusione di una cultura aggressiva e discriminatoria. Di fronte a questo stato d’eccezione politico e morale l’indifferenza e l’assenza di critica rischiano di tradursi i un implicito avallo delle scelte governative rispetto a una materia che non riguarda, evidentemente, solo la presunta “emergenza” migratoria ma investe i modelli di vita, le quotidiane relazioni umane sui territori, l’idea stessa di civiltà.

Chiediamo pertanto ai sindaci del pinerolese, alle giunte comunali, alle forze di maggioranza e opposizione nelle amministrazioni locali di prendere posizione rispetto ai contenuti specifici e allo spirito complessivo del decreto. Due punti in particolare ci sembrano dirimenti per le forti ricadute che avranno sui territori.

Il primo riguarda l’esclusione dal registro anagrafico dei richiedenti asilo e la conseguente impossibilità di accedere alla residenza, in palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione.

Il secondo investe il sistema di accoglienza ordinario gestito dai comuni italiani (SPRAR) che, pur con le inevitabili difficoltà e le marcate differenziazioni territoriali, ha mostrato in questi anni un buon funzionamento complessivo, coinvolgendo e coordinando in modo efficace attori istituzionali e sociali di varia natura. Secondo le nuove regole il sistema SPRAR sarà sostanzialmente smantellato, poiché limitato a chi è già titolare di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati.

Chiediamo pertanto alle forze politiche del nostro territorio e in particolare ai sindaci e alle giunte comunali di agire in conformità al dettato della Carta Costituzionale e di esplicitare di fronte ai cittadini la propria posizione rispetto al “decreto legge Salvini” (ora convertito in legge).

Chiediamo inoltre che gli amministratori sappiano delineare percorsi compensativi di accoglienza e inclusione, compensando così gli effetti socialmente devastanti che avrà l’applicazione dei nuovi regolamenti.

L’art. 40 d. lgs. n. 286/1998 consente a regioni, enti locali ed enti del terzo settore di aprire e gestire centri di prima e seconda accoglienza per stranieri regolarmente soggiornanti.

Associazioni, gruppi e movimenti stanno in queste ore avanzando richieste analoghe sull’intero territorio nazionale. Molti sindaci hanno già risposto, aprendo un dialogo intenso e proficuo con i cittadini. Speriamo e confidiamo che la politica pinerolese, in tutte le sue espressioni, confermi anche in questa occasione quel carattere attivo, partecipativo e dialogante che è profondamente radicato nella sua storia.

L’Assemblea del 10 dicembre 2018 riunita al Salone dei Cavalieri di Pinerolo

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